Anche se la nomina della figura del preposto non è obbligatoria, ci sono casi in cui il preposto riceve formalmente l’incarico dal datore di lavoro. Può capitare, però, che questa figura può essere un soggetto che, senza nessuna formalizzazione, e senza nessun incarico dal Datore di Lavoro, esegue determinati compiti assumendo le relative responsabilità. Questo soggetto è chiamato “preposto di fatto”.

Il preposto di fatto, secondo l’articolo 299 del D.Lgs 81/08, è tenuto a rispettare gli obblighi di legge: esso prevede che le posizioni relative al Datore di Lavoro, il Dirigente e “colui il quale eserciti i poteri giuridici riferiti a ciascuno dei soggetti ivi definiti”, debbano trattare l’esercizio di fatto di poteri direttivi.

Assumere nella propria azienda il ruolo di “preposto di fatto”, però, è considerato un rischio per i lavoratori e un rischio per il preposto stesso, viste le responsabilità sulla salute e sulla sicurezza dei suoi dipendenti. Per questo fatto, è presente anche la colpa per assunzione, che cita quanto segue: “l’addebito di colpa consiste nell’aver intrapreso un’attività che non si è in grado di svolgere adeguatamente, non avendo le conoscenze o le capacità necessarie”.

Ci sono casi, però, che il preposto di fatto deve essere obbligatoriamente assunto per vigilare i lavoratori. I casi da considerare sono:

  • Quando ci sono lavori di montaggio/smontaggio di opere provvisionali;
  • Quando ci sono lavori di manutenzione
  • Quando ci sono lavori di installazione di segnaletiche stradali;
  • Quando ci sono lavori di costruzione/sistemazione/trasformazione/smantellamento di paratoie o cassoni.

Il preposto di fatto nella Cassazione

Assumere un preposto che ha seguito il Percorso Informativo Specifico e un corso di aggiornamento ogni 2 anni è molto più sicuro per l’azienda, anziché assumere una persona che non ha le minime capacità: il preposto di fatto, infatti, è stato protagonista di alcuni casi dei Cassazione Penale, che lo hanno portato a una condanna/arresto. Ecco alcuni esempi.

Il primo esempio della Cassazione Penale è la Sez.IV del 19 aprile 2019 n.17202, che ha confermato la condanna del preposto di fatto per aver causato ad un lavoratore di un altro stabilimento lesioni personali gravissime, con addirittura l’amputazione del terzo medio della gamba sinistra. La Cassazione, inoltre, cita la qualificazione del preposto di fatto, per il quale “le posizioni di garanzia gravano su colui che, pur sprovvisto regolare investitura, eserciti i poteri giuridici riferiti al Datore di Lavoro e ad altri garanti ivi indicati […]. Pertanto, in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, le responsabilità del dirigente e del preposto possono derivare dall’investitura formale/esercizio di fatto delle funzioni delle diverse figure garanti.” Traducendo, il preposto di fatto, senza nessuna esperienza, è stato condannato per aver dato ordini e direttive ad un lavoratore somministrato distogliendolo dalle sue mansioni ordinarie, causando l’infortunio.

Un altro esempio della cassazione è la Sez. IV del 1° marzo 2022 n.7092, che, anche se il giudice ha assolto in ragione dell’impossibilità di ricostruire la dinamica del fatto, il lavoratore che ha subito l’infortunio non aveva la possibilità di vedere il collega che collaborava con lui. Per questo fatto, la Cassazione rende noto il compito del Preposto, che non solo deve organizzare lo svolgimento del lavoro, ai fini di operare in sicurezza, ma deve anche controllarne costantemente il rispetto da parte dei medesimi, per evitare di trascurare la loro attenzione.

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